By Redazione Holystica – Torna il vuoto a rendere!
L’articolo a cui desideriamo dare diffusione parla di riduzione della produzione dei rifiuti, di comportamenti virtuosi, di attenzione a proteggere, rispettare, fondamentalmente amare la Terra.
Non ci dilunghiamo sull’opportunità di fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per non contribuire all’inquinamento e alla deturpazione del nostro amato pianeta, ciò corrisponde a un livello di coscienza che diamo per scontato nel pubblico che ci segue. Pensiamo invece alla Terra come a una manifestazione del principio femminino, come all’espressione dell’archetipo della Madre, creatrice, accogliente, nutrice, divina.

Siamo fortunati a poter camminare sul suo suolo, a poterci nutrire di tutta la bellezza di cui è ricolma, di tutti i suoi frutti e di tutte le sue meravigliose energie. E anche lei è fortunata ad avere noi, poichè siamo nella possibilità di dare a nostra volta, cosicchè il rapporto non è basato solo sul ricevere, ma è di scambio. Possiamo dare la nostra protezione, le nostre cure e la frequenza che siamo ed emaniamo (rimandiamo all’articolo Tu sei l’inizio del mondo trasformato).
Premesso questo, il nostro intento è segnalare le iniziative che nell’articolo sono descritte, spunti di progetti o anche solo di comportamenti individuali da replicare o diffondere.

La notizia è che In Italia torna il “vuoto a rendere” (collegato ambientale 12/2015 art.219), una pratica molto diffusa fino agli anni ’80 del secolo scorso, che consisteva nel restituire le bottiglie alle botteghe sotto casa.
Da ora, col decreto attuativo n. 142/2017 del Ministero dell’Ambiente, la pratica viene riproposta allo scopo di diminuire la produzione di rifiuti. A partire dal 10 ottobre 2017 ha preso infatti avvio la sperimentazione di 12 mesi che coinvolgerà baristi, albergatori, ristoratori e simili.
Per il momento si restituiscono solo bottiglie di acqua e birra.
Un simbolo, all’ingresso del bar, ristorante, hotel, villaggio o altro punto di consumo, distinguerà gli esercenti che hanno scelto volontariamente di aderire all’iniziativa.
Volontariamente, appunto, e senza alcun incentivo economico.
Avremo perciò un pensiero di gratitudine per tutti i gestori che aderiranno al sistema di restituzione delle bottiglie, che richiede comunque un impegno di gestione aggiuntivo.

Viene inoltre segnalato un progetto avviato a Faenza (Ravenna). Si chiama Disimballiamoci , è rivolto a bar, ristoratori, gelaterie e negozi alimentari e mira proprio a ridurre gli imballaggi. E’ promosso dal comune e l’incentivo c’è. I commercianti che aderiscono usufruiscoo di uno sconto sulla Tari, la tassa sui rifiuti. Lo sconto Tari aumenta se i baristi, oltre ad aderire al vuoto a renderemacinano caffè in grani, (o usano cialde completamente biodegradabili), se adottano la dosatrice di zucchero al posto delle bustine monodose, se usano esclusivamente coppette o contenitori da asporto compostabili, oppure se accettano contenitori da gelato portati da casa dai clienti.

All’estero è già pratica comune da anni: in Germania, in Danimarca, Estonia, Finlandia, Croazia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Ungheria e Repubblica Ceca, non solo il vuoto a rendere è obbligatorio, ma tutti gli esercizi che vendono una determinata bibita sono costretti ad accettarne i vuoti, anche se la specifica bottiglia non è stata acquistata da loro. In Germania sono i consumatori a pagare la cauzione (in tedesco pfand) che viene restituita solo se riportano la bottiglia. Gli imballaggi riusabili sono avviati alla filiera del riuso, quelli riciclabili vengono riciclati, aiutando a diminuire l’indifferenziata e i rifiuti abbandonati.

Il risparmio per la comunità, per la salute e per l’ambiente sono enormi; basti pensare che una bottiglia di vetro, con il sistema del vuoto a rendere, può essere riutilizzata fino a 40 volte prima di essere avviata alla filiera del riciclo.

In Italia il problema dell’inquinamento dell’ambiente circostante è drammatico, va tuttavia data rilevanza al fatto attualmente la rete delle famiglie che tendono ai rifiuti zero è sempre più fitta. I mercatini, i gruppi di acquisto, i piccoli negozi sfusi, i distributori di acqua in vetro a domicilio sono sempre più diffusi….

L’augurio è che la sperimentazione del vuoto a rendere abbia successo, sia estesa e resa obbligatoria come all’estero. In un mondo pieno di rifiuti (4 miliardi di tonnellate ogni anno), disimballarsi è un imperativo, non più prorogabile.

Leggi qui l’articolo

Sara Siani
Redazione Holystica

 

 

 

 

 

 

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