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Meditazione e Mindfulness Immaginale con Selene Calloni Williams e il Rev. Gotatuwe Sumanaloka Thero

Posted by on Nov 18, 2015 in Corsi, Eventi | 0 comments

Meditazione e Mindfulness Immaginale con Selene Calloni Williams e il Rev. Gotatuwe Sumanaloka Thero

 

campane e fiori

Dal 26 al 29 novembre 2015 presso Associazione Centro Nuova Era C.so Vittorio Emanuele,494 Napoli

Condotto da Selene Calloni Williams,  e con la presenza eccezionale del Rev. Gotatuwe Sumanaloka Thero, monaco eremita della tradizione buddhista Theravada, maestro di meditazione.

Eccezionale: Il corso – che è aperto a tutti – rilascia, a chi fosse interessato anche a un percorso formativo, 50 crediti CF per la Scuola di Formazione Istruttori Mindfulness (che, dunque, può essere completata con tre WEEK end online)! E crediti ECM per medici e psicologi!

In un luogo incantevole.

Informazioni e iscrizioni: cell.3384173351

info@centronuovaera.it o info@nonterapia.ch

LA MINDFULNESS IMMAGINALE

La Mindfulness – termine che designa lo stato di pienezza raggiunto attraverso la meditazione – è la meditazione unita alle neuroscienze e alla psicologia per darci un potente strumento per lo sviluppo e la realizzazione del potenziale umano. Il suo scopo, certamente unico, é di condurre il partecipante alla capacità di sviluppare una comprensione trasformativa dell’esperienza, rendendo il suo cervello più creativo e dinamico, inoltre é l’occasione per apprendere che il modello della nostra esperienza di vita è modificabile in ogni istante. Momenti di lucida visione e chiarezza intuitiva, sviluppabili attraverso la meditazione, corrispondono a una sorta di ‘riavvio’ (re-boot) del cervello che scioglie pattern mentali abituali e cristallizzati e ne ricostruisce altri più elastici, più ricettivi, più potenti.

Da molto tempo la meditazione è riconosciuta come un cammino laico adatto a chiunque, qualsivoglia sia la sua confessione religiosa, etnia o credo sociale. Appartiene a chiunque voglia migliorare la propria esperienza di vita. La presenza della meditazione anche in corsi per aziende rivolti a manager non dovrebbe stupire. Così come non ci si meraviglia più di fronte a molti “casi” di stress, ansia e depressione felicemente curati attraverso l’impiego della meditazione.

È scientificamente dimostrato che la meditazione agisce sulle sinapsi cerebrali e sulla produzione di endorfine, acuendo l’intuizione e innalzando la felicità. E non vi è dubbio sul fatto che quando si sta bene con se stessi si compiono azioni meravigliose.

La meditazione e il fare anima.

Selene Calloni Williams ha dimorato oltre sei anni negli eremi della foresta dei monaci theravada in Sri Lanka e Birmania. Diretta allieva del venerabile Ghata Thera, ha pubblicato vari scritti sulla meditazione tra i quali il recentissimo libro “Anche gli atleti meditano, seppur di corsa“, ed Mediterranee, che sta riscuotendo un grande successo in Italia portando molti sulla via delle meditazione. Rientrata in Europa, Selene si è trasferita in Svizzera, si è laureata in psicologia ed è divenuta allieva del celebre psicoanalista James Hillman, padre della psicologia immaginale, con il quale ha pubblicato “Corpo spirituale e Terra Celeste”.

L’insegnamento di Selene Calloni Williams unisce la tradizione più pura della meditazione degli eremi della foresta con la grande visione del fare anima di James Hillman ed in questo modo è capace di parlare al cuore degli occidentali in modo molto profondo.

Il racconto della vita nella foresta di Selene Calloni Williams è riportato nel libro “Anche gli atleti meditano, seppur di corsa“, una lettura che appassiona, cattura e trasporta, ma anche cambia molti luoghi comuni sulla meditazione e apre nuovi orizzonti alla pratica quotidiana del meditare.

IMMA: Imaginal Mindfulness Meditation Approach

Knowing and Seeing

IMMA costituisce una serie di raccolte privilegiate di esercizi di meditazione e risveglio. Queste Raccolte sono considerate i sentieri d’aiuto della Mindfulness Immaginale, consigliati a tutti i professionisti della relazione d’aiuto che intendono utilizzare la meditazione come strumento della loro opera

IMMA proviene dagli studi e dal cammino di ricerca di Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero.

Si sono conosciuti nel lontano 1982. Il reverendo Sumanoloka era un monaco eremita Theravada ed abitava in una grotta nell’eremo della foresta di Abharana in compagnia del suo venerabile maestro Ghata Thera. Selene era una ragazzina che fu condotta nell’eremo dal suo maestro di yoga e scimanismo Michael Williams. Selene passò lunghi periodi nell’eremo, per circa sei anni, divenendo monaca a sua volta. Nel 1989, alla morte di Michael Williams, Selene tornerà in Europa, lasciando lo stato monastico. Si laureerà in psicologia, otterrà dei master nel Regno Unito, in Svizzera conoscerà James Hillman e fonderà il movimento della NONTERAPIA, scriverà molti libri, farà molti documentari e viaggi, e tornerà molte volte in Sri Lanka per meditare. Anche Gotatuwe Sumanaloka Thero, che é tutt’oggi Monaco buddhista theravada, verrà molte volte in Svizzera e in Europa per aiutare Selene ad insegnare la meditazione anche in Occidente.

Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero insegnano meditazione dal 1990 sia in Asia, sia in Europa.

La Mindfulness nasce negli Stati Uniti e ha il merito di portare all’attenzione di medici e terapeuti la meditazione, contribuendo al notevole sviluppo di questa ultima.

L’approccio immaginale è l’impronta data da Selene Calloni Williams a tutte le discipline da lei divulgate: la meditazione, lo yoga, il counselling, l’esperienza della esplorazione delle vite passate (regressione), le esperienze transgenerazionali (costellazioni, psicogenealogia), lo Sciamanismo.

La visione immaginale è infatti una vera e propria rivoluzione del pensiero psicologico che nasce principalmente dall’opera dell’altro grande maestro di Selene, James Hillman.

Se con il termine Mindfulness si fa generalmente riferimento alla meditazione che incontra la psicologia, con il termine Mindfulness Immaginale ci riferiamo alla meditazione che incontra la psicologia immaginale.

L’impegno di Selene Calloni Williams e di Gotatuwe Sumanaloka Thero è rendere la meditazione fruibile dai professionisti della relazione d’aiuto senza snaturarne il carattere profondamente spirituale, sebbene non necessariamente religioso.

Le Raccolte di Pratiche o Protocolli sono state realizzate in un secondo tempo per rendere le pratiche della meditazione più facilmente fruibili dai professionisti della relazione d’aiuto.

La Mindfulness Immaginale pur essendo decisamente più spirituale e vicina all’insegnamento originario del Canone Pali della Mindfulness che viene dagli Stati Uniti, costituisce tuttavia non già un passo indietro, bensì un passo ulteriore di avvicinamento della meditazione alla psicologia e alla psicoterapia, perché contribuisce a porre chiarezza tra terapia e rituale, tra intervento anestetico ed esperienza estetica, tra bisogno di controllo, gestione, potere, e capacità di darsi nell’esperienza del sacro.

La Mindfulness Immaginale ha conosciuto in questi ultimi anni una repentina è fortissima espansione. I cosidetti immaginalisti, professionisti della relazione d’aiuto, che la insegnano sono ormai numerosi. Questo è dovuto probabilmente al fatto che la Mindfulness Immaginale dà molto sia a chi la apprende, sia a chi la insegna, ponendosi ogni volta come esperienza autentica.

La Mindfulness Immaginale è molto apprezzata non solo dagli assoluti neofiti, ma anche da chi può già ritenersi esperto di meditazione ancor prima di approcciare la Mindfulness. Chi conosce già la meditazione, infatti, si ritrova nella Mindfulness Immaginale poiché essa mette molta cura nel preservare l’aspetto intimo, spirituale, sacro, magico e profondo della meditazione anche quando la porta in ambito scientifico.

IMMALIFE: Imaginal Mindfulness Meditation Approach For Life – Il cammino del nutrire i demoni a mezzo della attenzione cosciente.

È il Protocollo specifico nel raggiungimento dei seguenti obiettivi:

Comprendere e Vedere:

  • stress
  • traumi
  • ansie e paure
  • tristezza e scoraggiamento
  • dipendenze
  • post-mortem
  • qualità del sonno
  • malattie, disagi, disturbi
  • problemi di relazione affettiva e sociale
  • problemi con la sessualità
  • problemi con l’energia del denaro

Selene Calloni Williams è l’iniziatrice del “metodo simbolo-immaginale” o “approccio immaginale” e della scuola italo svizzera degli immaginalisti. L’approccio immaginale è applicato a varie tecniche e discipline nell’ambito delle professioni fondate sulla relazione d’aiuto e nel campo della crescita personale. Per esempio la Mindfulness Immaginale, la Psicogenealogia Immaginale, le Costellazioni Immaginali, la Regressione Immaginale, ecc. L’approccio immaginale si caratterizza poiché non parte dall’Io e non ha come fine il rinforzo delle strutture dell’Io, bensì segue il cammino del “fare anima”, rappresentato dalla capacità di smaterializzare e depersonalizzare il reale.

Selene Calloni Williams ha fatto scuola. Oggi numerosi sono i suoi allievi che operano in centri privati e pubblici, in aziende e in istituti sanitari attraverso il metodo simbolimmaginale e, in particolare a mezzo della Psicogenalogia Immaginale e delle Costellazioni Immaginali.

Su esempio e incarico del suo maestro, Michael Williams, nel 1992, Selene fonda altresì il movimento dello Yoga Sciamanico, il quale vanta oggi numerosi allievi che hanno dato origine ad associazioni e centri in cui é possibile praticare lo Yoga Sciamanico.

La capacità  di abbracciare insegnamenti orientali ed occidentali è assai preziosa perché è in grado di tradurre il messaggio orientale in modi adeguati alle modalità di ricezione della psiche degli occidentali, i quali hanno una tradizione immaginale occidentale.

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MANTRA MADRE INIZIAZIONE DEL FULMINE A NAPOLI 14-15 Novembre 2015

Posted by on Nov 2, 2015 in Corsi, Eventi, Mantra Madre, News | 0 comments

MANTRA MADRE INIZIAZIONE DEL FULMINE A NAPOLI 14-15 Novembre 2015

Fenice

Questo è il tempo in cui la Natura si ritira in se stessa per ritrovare nelle sue profondità l’energia che le consentirà di risvegliarsi più avanti in tutta la sua bellezza… la meravigliosa avventura del Mantra Madre offre alla tua Anima la stessa possibilità di risvegliarsi a se stessa dopo averti condotto nelle profondità del tuo Essere a ritrovare la tua spada magica.
“Le cose cambiano repentinamente, ma dolcemente e in modo bello, come passano veloci le nuvole nei cieli dove il vento le accompagna, così, fratelli e sorelle, conquisterete il segreto stesso della trasvalutazione e la forza dell’ evoluzione dei corpi e delle menti. È come se vi venisse data una spada magica: mettetela immediatamente al servizio della Madre!” Michael Williams, Nuwara Elya, 1982.
Il Mantra Madre è un’antica disciplina di tecniche ed esercizi spirituali che appartengono alla tradizione dello yoga sciamanico e della famiglia del Fulmine Adamantino. Possiamo in un certo senso definirlo puro potere creativo che cambia la realtà, perché la realtà che vivi è una tua proiezione e puoi imparare,attraverso il Mantra Madre, a riassorbire il reale e guarire dal senso del materialismo e dell’oggettività delle cose divenendo il maestro delle cose e non la vittima degli eventi che si manifestano nella tua vita.
Durante il seminario del Fulmine ti verranno trasmesse potenti pratiche e rituali di auto guarigione e di guarigione e gli oracoli del giorno e della notte che ti renderanno sempre più consapevole e in relazione diretta con la fonte della rivelazione che risiede dentro ognuno di noi e ti avvicineranno a quella parte più profonda e istintuale di te, intimamente connessa con il mondo degli archetipi. Sperimenterai nel tempo, attraverso il respiro e la pronuncia del MM, il progressivo risveglio di parti sopite che ti restituiranno energia e la capacità di vedere la vita come una tua proiezione che imparerai a riassorbire .
Il respiro con il MM e’ il tramite per attivare una deprogrammazione delle nostre cellule e apportare un cambio reale e consapevole per noi e per la Terra in particolare in questo tempo di grande necessità.
Il Mantra Madre proviene dalla tradizione sciamanica della foresta e entra nelle città per ridare alla natura il suo respiro. Rispettando tutte le religioni, esso appartiene a tutte e a nessuna, rispettando tutte le culture, esso non chiede di coltivare alcun culto, alcuna credenza, la sua meta finale può essere definita con la parola risveglio, il suo obiettivo più immediato é lasciarsi ispirare dal sentimento di un’ecologia profonda.
Il Mantra Madre si articola in due seminari, detti del “Fulmine” e del “Diamante” alla conclusione dei quali si acquisisce la facoltà di Portatori del Mantra,ovvero la possibilità di trasmetterlo ad altri. La partecipazione ai due seminari dà la possibilità di accedere all’iniziazione a Custode del Mantra Madre che si tiene ogni anno a Edimburgo.Non è necessario frequentare i due seminari in una determinata sequenza.
Il seminario si svolgerà sabato 14 e domenica 15 novembre dalle 10,00 alle 18,00 con un’ora di pausa pranzo dalle 13,00 alle 14,00
Lo condurrà Loredana Salomone Custode del Mantra Madre allieva diretta di Selene Calloni Williams e Formatrice accreditata di Nonterapia.
per ulteriori informazioni clicca: http://www.nonterapia.ch/mantra-madre/
POST
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Parliamo di Biodanza…

Posted by on Set 8, 2015 in Corsi, Evidenza, News | 0 comments

Parliamo di Biodanza…

BIODANZA ADESSO !! (2)

BIODANZA®-SISTEMA ROLANDO TORO

 

Biodanza® è nata a partire dalla ricerca e dall’esperienza personale di RolandoToro Araneda, psicologo e antropologo cileno.

 

 

CHE COS’È  BIODANZA

Biodanza® è un sistema esperienziale che combina musica, movimento ed esercizidi incontro per sviluppare i propri potenziali umani di vitalità, creatività, affettività, sessualitàe trascendenza.

 

Biodanza® nasce ispirandosi alle più recenti scoperte delle neuroscienze e dellescienze umane e offre uno stimolo continuo a muoversi con gioia, a entrare inrelazione con gli altri, ad avere il coraggio di esprimersi, a percepire i propri ritminaturali, a SENTIRE LA VITA PIUTTOSTO CHE PENSARLA, ad avere stima di sé e coscienzadella propria identità, ad accendere la GIOIA DI VIVERE.

 

Biodanza® è una modernissima via maestra,PROGRESSIVA, DIVERTENTE E COINVOLGENTE, per riapprendere l’artedi vivere e potenziare la salute.

 

Attraverso l’esperienza del corpo, dell’emozione, e dell’incontro-scambio con gliAltri nel movimento sulla musica, viene facilitata una sensibilizzazione profonda verso se stessi, verso l’umanitàe verso il mondo che ci comprende.

 

 

PER BIODANZARE NON OCCORRE SAPER DANZARE!

 

 

BIODANZA PER ESPRIMERE I PROPRI MIGLIORI POTENZIALI:

Il potenziale della Vitalità.

E’ la sensazione dell’energia vitale, del dinamismo, della motivazione a vivere e dello

slancio vitale. Comprende anche la fondamentale funzione dell’ autoregolazione

organica.

Il potenziale della Creatività

E’ la capacità di espressione verbale e non verbale. E’ la capacità di esplorare il

mondo con fiducia, di scegliere e di innovare. E’ la funzione che ci rende capaci di

rinnovare e rigenerare la nostra vita.

Il potenziale dell’Affettività

E’ la capacità di provare amore, solidarietà, generosità, senso di appartenenza e di

fratellanza. E’ la capacità di creare unione, vincolo, legame e relazione con la vita.

Il potenziale della Sessualità

L’ambito della sessualità in Biodanza® implica innanzitutto la riconciliazione con

il piacere. Il piacere di sentire sé stessi, di viversi nel proprio corpo, di ritrovare e

riscoprire intimità, abbandono, contatto, sensualità.

Il potenziale della Trascendenza

E’ la funzione umana legata a tutte le sensazioni interiori di pienezza, di espansione,

di percezione e di intima comunione con tutte le manifestazioni dellaE’ la

capacità di sentirsi parte dell’Umanità, della Natura e dell’Universo.

Scopo della Biodanza®

Sviluppare i potenziali umani ed esistenziali

LE  CHIAVI  CHE UTILIZZA BIODANZA®:

La musica

Ogni esercizio di Biodanza® è accompagnato da musiche specifiche che facilitano

l’espressione di sé e stimolano profondamente le emozioni e la sensibilità esistenziale.

Il movimento

Il movimento in Biodanza® è la riscoperta dei nostri gesti, dei nostri significati,

del nostro senso e della nostra espressione.

‘La vivencia’

È l’esperienza globale che si vive praticando ogni singolo esercizio. E’ Il momento

presente del qui e ora vissuto con grande intensità con il coinvolgimento simultaneo

di sensazioni corporee, istintive ed emozionali.

Le emozioni

Nella pratica di Biodanza® vengono profondamente stimolate tutte le emozioni che

creano spontaneamente delle condizioni di piacere e salute: l’allegria, la gioia, il coraggio,

la tenerezza, la passione, la fiducia in se stessi.

 

 

Iniziare a fare Biodanza significa decidere di partecipare ad UNA ENTUSIASMANTE

ESPERIENZA DI GRUPPO E DI UMANITÀ.

 

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Bones for life

Posted by on Set 8, 2015 in Corsi, Evidenza, News | 0 comments

Bones for life

Lezione introduttiva Giovedi 24 Settembre h.18,30

BONES FOR LIFE – Movement Intelligence*

feldenkrais

Un metodo di educazione somatica che aumenta la consapevolezza del proprio corpo e del movimento, riorganizzando la postura e rafforzando le ossa, attraverso movimenti semplici, l’ascolto e l’auto-osservazione.

Il corpo scopre e impara con facilità e naturalezza nuovi e migliori  modi di muoversi,  sviluppando e sperimentando una sana attitudine verso il cambiamento che si riflette spontaneamente in tutti gli aspetti della vita, donando flessibilità,  vitalità e benessere!

A chi è indirizzato? A tutti.

-A chi vuole ri-imparare a camminare, correre, muoversi, in maniera armoniosa.

-A chi vuole riorganizzare la postura e avere uno scheletro più sicuro, capace di portare il peso, rafforzando le ossa.

-A chi vuole migliorare la propria organizzazione motoria

-A chi vuole stabilizzare il proprio equilibrio

-A chi vuole migliorare le proprie performance (di atleta, musicista, ballerino)

-A chi vuole implementare la propria coordinazione corporea

-A chi vuole «sperimentare» il cambiamento

-A chi vuole un migliore benessere psico-fisico.

……si sperimentano nuovi schemi di movimento semplici ma inusuali, in un ambiente sicuro “da serra”,

secondo una pratica graduale, che coinvolge in maniera proporzionata ed armoniosa tutte le parti del corpo.

LEZIONI INDIVIDUALI o DI GRUPPO (1 ora settimanale)

c/o Centro Nuova Era Corso Vittorio Emanuele n.494 (Viale del Pino)

PER INFO e PRENOTAZIONI: Daniela Guerra 347 5533661 email: daniela.war6@gmail.com

Centro Nuova Era 338 4173351 email: info@centronuovaera.it

*Metodo ideato da Ruthy Alon (www.movementintelligence.com)

LEZIONE INTRODUTTIVA: GIOVEDI’ 24 SETTEMBRE ORE 18,30  – si prega prenotare

Articolo di Raffaele Rambaldi

Nel maggio 2014 in Israele Raffaele Rambaldi è certificato – direttamente da Ruthy Alon – come Senior Trainer di Movement Intelligence – la denominazione che ora raccoglie tutti i programmi da lei creati

Solitamente, quando mi viene chiesto di presentare al pubblico Bones For Life, lo definisco come un programma per ‘stimolare il rafforzamento delle ossa e favorire la riorganizzazione e il riallineamento posturale attraverso il movimento naturale’.

Questa prima e semplice definizione ha il vantaggio di evocare da subito due temi, quello della postura e quello del rafforzamento delle ossa, che non solo sono facilmente comprensibili e riconoscibili da chiunque, ma che oggigiorno sono particolarmente sentiti.

Ovviamente c’è molto di più. Mi rendo ben conto che nelle mie presentazioni, adotto una voluta semplificazione esplicativa, perché sono ben conscio delle implicazioni e delle potenti ripercussioni del programma Bones for Life sul miglioramento della qualità della vita non solo al livello fisico ma anche ai livelli psicologici, relazionali, emozionali ed energetici.

Infatti, sebbene storicamente Bones For Life sia stato inizialmente sviluppato per gestire, prevenire ed affrontare in modo particolare le sempre più sentite e diffuse problematiche legate all’indebolimento delle ossa, ci stiamo sempre più rendendo conto di quanto il suo potenziale e le suo applicazioni siano ampie e potenti, sebbene in gran parte ancora da sviluppare. Mi piace pensare a Bones For Life come ad un rivoluzionario microchip, qualcosa di piccolo e potente che può migliorare tutto ciò cui viene applicato, che può velocizzare un computer, far volare astronavi e al tempo stesso permetterci di avere frigoriferi e automobili migliori. Credo che stiamo solo sfiorando la potenzialità di questo sistema.

Ma andiamo con ordine.

E’ da tempo che si è compreso quanta parte della responsabilità di molti dei problemi e disagi più socialmente diffusi, incluso l’indebolimento delle ossa possa essere riconducibile al nostro stile di vita ‘occidentale civilizzato’.

E’ davanti ai nostri occhi quanto ogni innovazione tecnologica tenda a fiaccare la nostra efficienza motoria ed ogni giorno che passa diventiamo più pigri, riducendo progressivamente le nostre capacità motorie. Le conseguenze di un progressivo e apparentemente irreversibile adattamento a uno stile di vita innaturale in cui la mente viene usata troppo (e male) e il corpo troppo poco (e male) possono essere devastanti per le nostre ossa e per la nostra salute in generale. Per invertire la tendenza diventa quindi essenziale sapere come trovare o creare nuove opportunità di movimento nella vita quotidiana in grado di consentirci di poter mantenere la ‘macchina umana’ efficiente ed evitare che vada in regressione da ‘non uso’ o in rovina da ‘cattivo uso’.

L’idea che il movimento fisico faccia bene alle ossa non è una novità. Ma, per farlo davvero, il movimento deve avere alcune particolari ed indispensabili caratteristiche e qualità legate alla pressione ritmica e al dosaggio della forza, in grado di poter evocare ed entrare in risonanza con le modalità primarie di funzionamento del corpo nel campo gravitazionale, come camminare, correre, portare pesi e saltare, cioè con tutte quelle attività che sollecitano il corpo naturalmente a rinforzare le ossa. Non è sufficiente quindi ‘muoversi’ e ‘fare esercizio’ indiscriminatamente. Il movimento deve essere in grado di stimolare l’organismo dandogli un motivo ‘funzionale’ in grado di stimolare ed attivare i processi naturali del rafforzamento osseo. Cosa che non succede, ad esempio, agli astronauti che operano nello spazio, un ambiente che permette la massima libertà di movimento al corpo ma che non richiede un confronto stimolante con la gravità, non generando pertanto nell’organismo la necessità funzionale di rinforzare le proprie ossa. La conseguenza inevitabile di ciò, e che ha causato parecchi problemi alla Nasa, è che gli astronauti tornano sulla terra particolarmente indeboliti non solo nei muscoli ma anche nelle ossa. Il principio ‘Usalo o perdilo’ conferma la sua validità.

In natura attività come camminare, correre, saltare e portare pesi, e in generale tutto ciò che entra in risonanza con la pressione ritmica ed elastica della camminata dinamica vanno a stimolare l’organismo a rinforzare le proprie ossa.

Purtroppo la mancanza di movimento determina un indebolimento osseo che a sua volta induce ad ulteriori riduzioni di movimento. E’ un circolo vizioso non facile da interrompere. Anche perché a questo si aggiungono altri elementi che devono essere gestiti per poter attivare la risposta rigenerante dell’organismo: per primo il problema del dosaggio della forza e della pressione ritmica (troppo poca non stimola, troppa può danneggiare) e poi quello relativo alla creazione di ciò che chiamiamo ‘Effetto Domino’, quell’allineamento dinamico della struttura, in cui la pressione può scorrere tra una polarità e l’altra, senza restare intrappolata in nessuna articolazione creando logoramento, compressioni o deviazioni.

La genialità di Ruthy Alon le ha permesso di isolare il codice del movimento organico (pressione ritmica e dosaggio della forza) una sorta di informazione ‘omeopatica’, che contiene in sé l’essenza di ciò che della camminata dinamica, della corsa e del portare pesi stimola l’organismo a riorganizzarsi e a rinforzare e rigenerare le proprie ossa, e a creare un contesto sicuro e protetto in grado di fornire ‘condizioni di serra’ per un apprendimento adatto al ritmo ed alla situazione di ogni persona.

Tuttavia, sebbene Bones For Life sia nato da problematiche legate alle ossa, sarebbe restrittivo e limitante confinarlo a questo ambito.

Col passare degli anni ho potuto constatare le enormi implicazioni e le potenti ripercussioni di questo lavoro non solo ad un livello fisico ma anche ai livelli psicologici, relazionali, emozionali ed energetici di vita in chi lo pratica.

Il cambiamento spontaneo della postura, la maggiore vitalità ed energia, il senso di ‘poter fare’, il miglioramento delle prestazioni in ogni ambito, l’aumento della fiducia in se’ stessi e gli inevitabili riflessi di tutto ciò nella propria vita sociale e relazionale sono conferme impagabili del valore e delle possibilità di questo lavoro.

Ma c’è ancora di più.

L’idea cominciò a macinare nella mia testa già durante il mio primo corso di Bones For Life con Ruthy Alon a Firenze nel 1999. In quel corso, fra gli altri, era presente il compianto Jack Heggie, amico ed Assistant Trainer nei quattro anni della mia formazione come Feldenkrais Practictioner. Alla fine del workshop Ruthy chiese ad ognuno di noi un parere sul lavoro svolto. Jack si avvicinò al microfono e disse alcune lapidarie parole che per anni hanno risuonato nella mia testa:

“Bones For Life è il secondo capitolo del Metodo Feldenkrais”.

Wow!

Cosa intendeva dire Jack? Voleva forse dire che Bones For Life era un superamento del Feldenkrais? Certamente no! Troppo

Jack Heggie alla formazione del Metodo Feldenkrais Firenze 2 (anno 1997)

banale, oltre che sbagliato. E Jack era una persona di poche parole, ma sempre molto attento e preciso in quello che diceva. Non sprecava fiato o diceva parole a caso. E allora cosa intendeva dire?

Queste parole hanno continuato negli anni a muoversi nella mia testa, come un enigma da risolvere. E ho continuato a seguire questa idea e le sue implicazioni man mano che avanzavo nella mia pratica.

Che vi sia un forte legame fra Bones For Life e il Metodo Feldenkrais è ovvio ed innegabile. Ruthy Alon è stata infatti una delle prime e più raffinate allieve di Moshè Feldenkrais ed ha incorporato pienamente e dichiaratamente in Bones For Life i principi dell’apprendimento spontaneo dell’organismo da lui individuati per applicarli in un contesto diverso.

Per comprendere il senso della frase di Jack Heggie dovevo partire da qui, dalla relazione fra il ‘pensiero guida’ di Feldenkrais e la sua relazione col programma Bones For Life.

Tuttavia bisogna prima di tutto intendersi sulle premesse, ovvero su cosa intendiamo per Metodo Feldenkrais, un lavoro assolutamente elusivo nella sua raffinatezza, tanto che talvolta risulta poco facile definirlo.

Una cosa è certa: fare Feldenkrais non significa ripetere meccanicamente il ‘già fatto’ dal fondatore, correndo il rischio di fermarsi a diventarne degli imitatori, o peggio ancora, degli imitatori degli imitatori. Il Metodo, inoltre, non è da intendersi come terapia né tantomeno come una ginnastica dolce, posturale o correttiva. Qualcuno lo inquadra come un lavoro di ‘educazione somatica’ o di ‘apprendimento organico’. Io mi sento di dire che il Feldenkrais è soprattutto un modo di pensare da cui scaturiscono strategie ed applicazioni.

Per avvicinarci a capire quindi il Metodo Feldenkrais, bisogna il più possibile cercare di capire il pensiero del suo creatore, ovvero intercettare il pensiero di un genio. Risalire alla profondità della sua visione e riconoscere il suo progetto all’interno di essa.

Quando lessi il suo libro del 1952 Higher Judo, rimasi folgorato da queste parole:

‘La finalità primaria del Judo è quella di insegnare, favorire e promuovere la realizzazione della maturità adulta, che è uno stato ideale, raramente raggiunto, in cui una persona è in grado di confrontarsi con il compito e la necessità del momento presente senza essere ostacolato da preesistenti abitudini di pensiero o atteggiamenti.’ (1)

In altri termini, Feldenkrais considerava la capacità di gestire e confrontarsi con le imprevedibili sfide di un mondo in continuo cambiamento, proprie del Judo originario di Jigoro Kano, come il segno del raggiungimento della maturità adulta, nella direzione dell’evoluzione e del più pieno sviluppo dell’essere umano.

Probabilmente egli avrebbe orientato le sue ricerche sul movimento direttamente e pienamente in questa direzione di progetto evolutivo se non avesse avuto il suo grave incidente invalidante ad un ginocchio.

Come molti sanno, infatti, negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale egli ebbe un grave infortunio ad un ginocchio durante una partita di calcio. La chirurgia ortopedica dell’epoca non era in grado di offrire ragionevoli possibilità e speranze di recupero a Moshe il quale decise di non operarsi.

Unendo tutte le sue conoscenze, con grande determinazione, mente aperta e spirito di iniziativa, cominciò a cercare e sviluppare modi alternativi per far si che il proprio corpo potesse trovare una migliore ‘auto-organizzazione’ tale da consentirgli di vivere una vita ‘normale’ nonostante la lesione al ginocchio. Ebbe successo, tornò a camminare ed a fare nuovamente qualche dimostrazione di Judo.

Ma tutto questo cambiò qualcosa in lui. Per risolvere il suo problema era andato a scoprire le modalità più antiche e potenti con cui un organismo umano impara ed impara ad imparare. L’Apprendimento Organico.

Capì che un lavoro di ‘Educazione Somatica’ basato su queste intuizioni apriva prospettive enormi. Avrebbe permesso con facilità e naturalezza di aggiornare le abitudini ‘motorie e non’, rendere naturalmente obsoleti antichi schemi e patterns alla base di dolori e problemi nonché aprire le porte ad un risveglio del potenziale e delle potenzialità inespresse in ogni uomo.

La sua ‘visione evolutiva’, quel ‘raggiungere la piena maturità adulta’, quello ‘stato ideale raramente raggiunto in cui una persona è in grado di confrontarsi con il compito presente senza essere intralciato da preesistenti e antiche abitudini di pensiero o atteggiamenti’ era ancora la direzione verso cui incamminarsi.

Ma, come diceva Goethe, ‘chi sbaglia col primo bottone non si corregge con l’abbottonatura’. E i nuovi strumenti permettevano di ‘ripartire col primo bottone’ e non costruire su schemi motori ed atteggiamenti antichi, ormai inadeguati se non limitanti, ed in ogni caso poco produttivi.

Ad esempio, per insegnare una forma di Tai Chi Chuan si parte quasi sempre con un lavoro nella posizione in piedi (chiamata anche posizione dell’uomo ‘libero’). In realtà, nell’individuo adulto occidentale civilizzato medio, questa è tutt’altro che una posizione neutra o ‘libera’. Anzi, la persona media ha già fissati e consolidati nella sua neurologia e fisiologia un gran numero di schemi e patterns rigidi e limitanti che si rivelano di ostacolo o causano rallentamento nell’apprendimento della disciplina che dovrà al tempo stesso provvedere anche a ripulire il corpo da preesistenti fonti di interferenza. E’ un po’ come voler scrivere su un foglio che è stato in precedenza accartocciato e conserva pieghe ed increspature della sua precedente condizione.

In realtà la nostra posizione eretta, così come il nostro abituale modo di muoverci, costituisce il risultato dell’adattamento all’ambiente del nostro organismo a valle di una serie di tappe ed acquisizioni progressive, attraverso le fasi delicate ed esplorative di scoperta e confronto col campo gravitazionale: stare sulla schiena, sulla pancia, strisciare, gattonare e alla fine venire in piedi. Per queste ragioni il nostro stare in piedi ed il nostro modo di camminare e muoverci sono un riflesso della nostra storia motoria evolutiva.

Se assumiamo come progetto finale di Moshe Feldenkrais il raggiungimento di quella ‘maturità adulta’ di cui parla in Higher Judo, alla luce di quanto detto potremo schematizzarlo, facendo una prima approssimazione, in quattro livelli progressivi ed evolutivi di confronto con il campo gravitazionale.

Per entrare davvero nel Metodo Feldenkrais è essenziale cercare di sintonizzarsi con il modo di pensare del suo fondatore, con la sua genialità nel saper prendere le idee astratte e portarle a livello di azioni concrete e di esperienze per le persone, ripercorrendo i passi ed i processi mentali da lui seguiti nell’evoluzione del suo pensiero.

i quattro livelli

Nella figura sono rappresentati e schematizzati i quattro livelli in maniera semplice e facilmente differenziabili l’uno dall’altro. Andrò ora a inquadrarli meglio uno ad uno. Userò il più possibile espressioni figurate semplici ma intuitivamente comprensibili da tutti.

Livello 1 – Funzione antigravitaria ‘spenta’

Questo livello rappresenta il lavoro che, partendo dallo stare sdraiati sul pavimento permette di non andare a contrastare direttamente la gravità, cosa che invece accade nella posizione eretta. Un grande esempio di movimenti e lezioni di questo tipo è raccolto nel video ‘Movement Nature Meant’ di Ruthy Alon. Lavorare in questo modo consente di raffinare enormemente la propria sensibilità ed aggiornare ed evolvere i propri schemi motori. Il non contrastare direttamente il campo gravitazionale permette ai muscoli solitamente impegnati a gestire la propria verticalità di rilassarsi. Inoltre il muoversi in un contesto che rende impossibile la possibilità di cadere permette al sistema nervoso di liberare vaste aree neurologiche solitamente impegnate a controllare l’equilibrio. Si riduce lo sforzo ed aumenta la sensibilità. Ci si trova in un vero e proprio laboratorio per affinare la coordinazione e per deprogrammare vecchie abitudini. E’ lo spazio del ‘Si’ per il bambino, la dimensione dell’arrendersi alla forza di gravità con la possibilità di sfruttare il pavimento per sviluppare e raffinare i propri schemi base. Questo stadio evolve naturalmente nel secondo livello.

Livello 2 – Funzione antigravitaria ‘accesa’

Nel secondo livello cominciamo ad organizzarci per venire in piedi, contrastando la forza di gravità e affermandoci nella verticalità. E’ il momento del ‘NO!’, dello spingere e del venire su. Ed è il livello dell’allineamento strutturale e dello stare in piedi in una condizione di stabilità dinamica che ci consente di portare il nostro stesso peso in una maniera sana e funzionale che permette non solo di non danneggiare la nostra struttura scheletrica ma anzi di stimolarla e rinforzarla, conservandola sana ed efficiente nel tempo. La forza deve scorrere liberamente fra le polarità della struttura senza restare ‘intrappolata’ in nessuna articolazione. E’ quello che chiamiamo ‘Effetto Domino’.

E’ qui che si inserisce pienamente Bones For Life, un vero e proprio laboratorio dinamico per imparare a stimolare in maniera naturale ed in condizioni sicure la forza della nostra struttura scheletrica. Quella forza che, in una spontanea condizione di ‘allineamento dinamico’ consente a donne esili, in africa e nel sud-est asiatico, di portare elegantemente, senza sforzo e per lungo tempo, grossi pesi sulla testa. Riconosciamo questa forza della struttura nell’eleganza dei Masai in Kenia e nelle incredibili prove di forza di anziani maestri di arti marziali. Il rafforzamento delle ossa in Bones For Life è un effetto collaterale del lavoro, che si ottiene grazie alle strategie basate sul naturale principio di ‘motivazione funzionale organica’.

Bones For Life, in maniera sistematica ed efficace permette di estendere i principi dell’apprendimento organico identificati da Moshe Feldenkrais dal laboratorio della coordinazione ad un laboratorio dinamico, una serra sicura per studiare la forza e confrontarci con la gravità.

Una volta in piedi, con allineamento, radicamento e ‘connessione interna’ il lavoro evolve nel terzo livello.

 

Livello 3 – Funzione antigravitaria ‘accesa’ + movimenti nello spazio

Questo livello rappresenta la naturale evoluzione dei primi due livelli, che sono in esso contenuti. Se col primo livello abbiamo esplorato il movimento in un contesto di ‘non opposizione alla forza di gravità’ e col secondo siamo venuti in piedi, nel terzo cominciamo a muoverci nello spazio e ad esplorarlo. Ovviamente bisognerà conservare le acquisizioni di allineamento dinamico, equilibrio e fluidità di movimento propri dei primi livelli. E, sia ‘Bones For Life’ che ‘Walk For Life’ di Ruthy Alon si rivelano particolarmente preziosi per rendere facile e naturale questo passaggio.

Tuttavia c’è qualcosa in più: il concetto di percezione e di orientamento nello spazio intorno a noi. Percepire sé stessi e al tempo stesso l’ambiente intorno a sé costituisce la base per la sopravvivenza di ogni specie. Nella nostra società questa preziosa abilità è estremamente ridotta e poco coltivata. E’ un lavoro estremamente stimolante ed utile e in gran parte ancora da sviluppare.

Tutto questo ci porta al quarto livello.

 

Livello 4 – Funzione antigravitaria ‘accesa’ + movimenti nello spazio + gestione dell’imprevisto

Ricapitoliamo: col primo livello abbiamo percepito noi stessi e sviluppato le nostre abilità di base, in un contesto di ‘non confronto’ con la forza di gravità. Nel secondo livello siamo venuti in piedi e abbiamo imparato ad allinearci dinamicamente nel campo gravitazionale. Nel terzo livello cominciamo a muoverci nello spazio (camminare, saltare ecc…). Fino a questo punto abbiamo avuto un solo interlocutore, il campo gravitazionale.

Il quarto livello è ancora più avanzato: ha a che fare con il ‘gestire l’imprevedibilità’. Il mondo non è più prevedibile. Mentre attraversiamo la strada arriva una moto in corsa? La scansiamo istintivamente. Scivoliamo su una foglia bagnata non vista? Recuperiamo d’istinto l’equilibrio o cadiamo in maniera fluida e sicura. Non c’è il tempo di pensare.

E’ proprio quello che Feldenkrais chiamava ‘Maturità Adulta’: la capacità di confrontarci con le molte, imprevedibili sfide che l’ambiente ci propone senza restare intrappolati nei nostri preesistenti schemi motori o abitudini di pensiero, in tempo reale ed uscirne migliorati.

Nel Judo si chiama Randori o combattimento libero contro molti avversari che attaccano insieme e da direzioni diverse. E’ la naturale evoluzione dei livelli precedenti.

E’ interessante notare come un geniale maestro di arti marziali cinesi del secolo scorso, Wang Xiangzhai abbia seguito una strutturazione concettuale e una progressione didattica di questo tipo (partendo però dal secondo livello, in piedi) per sviluppare il suo stile, lo Yiquan, a partire dallo stile che praticava, lo Xingyiquan e dalle sue successive esperienze marziali.

In questa prospettiva acquista pienamente senso la frase di Jack Heggie che ha dato origine alla mia ricerca e alle mie considerazioni.

A maggior conferma di tutto ciò, recentemente ho riletto la tesi di laurea di Ruthy Alon che, a pagina 9, scrive:

‘Mi sono ricordata che Feldenkrais iniziò la sua ricerca sull’esplorazione del movimento quando praticava Judo, che forniva un superbo test per le abilità di movimento nella precisione della tecnica applicata con improvvisazione ed intraprendenza mentre ci si confronta con un partner che è imprevedibile, nella dimensione verticale ed in tempo reale. Questo mi ha incoraggiato ad osare di portare avanti un processo di scoperta interna orientato all’automiglioramento, uscendo dalle condizioni di serra proprie dello stare sdraiati sul pavimento, in una posizione eretta come accade nella vita reale, ed in una posizione dove è affidato alla persona stessa il prendersi la responsabilità per il proprio equilibrio e la propria postura. Ho dovuto creare un sostituto per l’atmosfera totalmente comoda di apprendimento del Feldenkrais, più dinamica ed impegnativa ma al tempo stesso sicura e quieta, riducendo così il livello di rumore al minimo, così da poter percepire le sottigliezze che compongono l’armonia dell’ auto-mobilizzazione’. (2)

L’esplorazione del terzo e, soprattutto, del quarto livello è appena iniziata, e toccherà alle nuove generazioni di Trainers e di ricercatori il portarla avanti. La direzione è quella evolutiva, del recupero e dello sviluppo del potenziale umano e della fioritura dei nostri talenti innati.

Ruthy Alon ha avuto il coraggio di fare un passo avanti. Adesso sta a noi seguirne l’esempio e fare i successivi. La strada è aperta, le prospettive grandiose.

NOTE

(1) Moshe Feldenkrais, Introduction, pag. XII, in ‘Higher Judo’, North Atlantic Books, San Diego, 2010.

(2) Ruthy Alon, Movement Intelligence – Abstract, pag 9.
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Corso di Formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad approccio immaginale

Posted by on Set 4, 2014 in Corsi, News, Scuola di Counselling Immaginale | 0 comments

Corso di Formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad approccio immaginale

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In collaborazione con logononterapia-300x70

Ludo ergo Vivo. Il cammino del fare anima e dell’ecologia profonda

Corso di Formazione 3 + 3 di Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale

RILASCIA, a richiesta CREDITI ECM PER MEDICI E PSICOLOGI, VALIDI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. Chi desidera ottenere i crediti ECM deve specificarlo all’atto dell’iscrizione, almeno 40 giorni prima dell’inizio del corso.

Inoltre rilascia il diploma di “facilitatore in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale” con il quale  è possibile iscriversi ad AISCON  e operare in veste di costellatore con tutti gli strumenti delle costellazioni familiari e immaginali e della psicogenealogia.

Il corso rilascia anche crediti AISCON, ECP per la formazione continua professionale.

Si rivolge a chi desidera svolgere una professione come costellatore ad approccio immaginale e a chi vuole conoscere la psicogenealogia e sperimentare le costellazioni familiari ad approccio immaginale per compiere una profonda esperienza di crescita personale.

Il corso “3+3” è strutturato in  due moduli, ciascuno della durata di tre giorni:  il modulo fondamentale e il modulo specialistico. Il modulo fondamentale è un corso base della durata di tre giorni.

 Il modulo specialistico prevede tre giorni di formazione intensiva.

I due moduli sono aperti a tutti e costituiscono un’esperienza straordinaria per tutti. Ogni modulo è frequentabile indipendentemente dall’altro e costituisce un’esperienza completa in sé. Tuttavia i due moduli uniti fra loro danno vita ad un percorso di formazione che consente di divenire facilitatori in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale. Non essendoci un rapporto di propedeuticità fra i due moduli è possibile frequentare indifferentemente prima l’uno o l’altro.

Il modulo fondamentale è condotto da Loredana Salomone formatrice accreditata del metodo simbolo-immaginale. Si terrà a Napoli 24-25-26 Ottobre 2014 presso l’Associazione Centro Nuova Era di Napoli www.centronuovaera.it C.so Vittorio Emanuele,494 NAPOLI

Il modulo specialistico  è condotto da Selene Calloni Williams  e si svolgerà a Napoli 28-29-30 Novembre 2014 stessa sede.

L’influsso degli avi sul nostro progetto di vita è innegabile. Un figlio non viene concepito, atteso e generato solo per se stesso, ma per obbedire a sogni e desideri il più delle volte inespressi o irrealizzati del clan familiare. Sul figlio i genitori proiettano sogni e aspettative talvolta inconsce. Quando veniamo al modo siamo già portatori di numerose missioni da compiere: riparare torti subiti, ristabilire equilibri perduti, riscattare pesanti rinunce, ripetere ostinatamente determinate emozioni in nome di legami invisibili, obblighi d’amore occulti, nei confronti dei nostri antenati, così agiamo con la sensazione di avere un vuoto da colmare, un’ingiustizia a cui porre rimedio, un equilibrio da restaurare.

Questo corso costituisce un percorso attraverso cui è possibile decodificare la programmazione inconscia ereditata al momento della nascita dal clan familiare. Per approccio transgenerazionale si intende la volontà di considerare il progetto di vita di un individuo come frutto dei compiti di compensazione del destino familiare che egli ha ricevuto fin dal momento del suo concepimento

PER LA PRIMA VOLTA A NAPOLI

PROSSIME EDIZIONI DEL MODULO FONDAMENTALE

  • Dal 24 al 26 ottobre 2014  a NAPOLI, presso il Centro Nuova Era, c.so Vittorio Emanuele, 494 info@centronuovaera.it

PROSSIME EDIZIONI DEL MODULO SPECIALISTICO

  • dal 28 al 30 Novembre 2014 a NAPOLI, presso il Centro Nuova Era, c.so Vittorio Emanuele, 494 info@centronuovaera.it

Orari dalle 10 alle 18 con pausa pranzo.

Selene Calloni Williams, allieva di James Hillman, è stata la prima ad introdurre l’approccio immaginale nell’utilizzo del counselling transgenerazionale e delle costellazioni familiari e ha fatto scuola. Oggi numerosi sono i suoi allievi che operano in centri privati e pubblici, in aziende e in istituti sanitari attraverso il counselling transgenerazionale. Il metodo di Selene Calloni Williams è semplice ed efficace. Vuoi apprenderlo in un corso appassionante e simultaneamente apprendere molte cose su di te che possono cambiare positivamente il corso delle tue azioni, liberandoti dalle “nevrosi da scacco” e permettendoti di conquistare il benessere economico e la felicità che ti meriti?

Loredana Salomone laureata in Scienze Politiche e quindi diplomata in Naturopatia ha approfondito negli anni vari approcci terapeutici: Floriterapia, Cromopuntura, Oligoterapia,Terapia craniosacrale, Tuinà, Riflessologia plantare. Ha seguito numerosi corsi di Meditazione tra cui Amrita Meditation Tecnique, Vipassana, Zen. Ha frequentato i corsi di formazione della Nonterapia ed è una formatrice accreditata dell’approccio immaginale di Nonterapia.Nel 2012 giunge a far confluire in modo naturale ed armonioso queste diversificate esperienze nel Counseling filosofico. Da sette anni presiede e conduce l’Associazione “Centro Nuova Era” di Napoli presso cui promuove la Naturopatia, la Meditazione e Pratiche per il benessere psico-fisico ed ospita seminari di crescita personale.

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Corso professionale di massaggio ayurveda Diploma di Operatore o Terapista Ayurvedico (con medici indiani)

Posted by on Set 4, 2014 in Corsi | 0 comments

Corso professionale di massaggio ayurveda  Diploma di Operatore o Terapista Ayurvedico (con medici indiani)

Il corso è stato creato per studiare con professionalità la complessa struttura del sistema curativo ayurvedico, da come nasce la malattia nel corpo umano a quali sono le cause che la producono, includendo la descrizione dei metodi di cura. L’allievo apprenderà i diversi metodi di applicazione delle terapie manuali suddivise per sistemi corporei.

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Il programma prevede lo studio accurato di tecniche di massaggio per problemi muscolari ed ossei. Si apprenderanno le tecniche di massaggio per intervenire sui tre sistemi liquidi: sistema linfatico,venoso e arterioso. Si affronteranno le terapie mirate a risolvere i disturbi della pelle ed i massaggi per la riduzione dell’adipe. Il corso prevede inoltre lo studio di efficienti tecniche di massaggio per intervenire sui disturbi del sistema nervoso come: stress, insonnia, eccessiva attività mentale, ansia o emicrania e fornirà all’allievo la conoscenza base dei punti Marma del sistema energetico.
Durante il corso lo studente apprenderà il dinacharya, le pratiche giornaliere per evitare il manifestarsi della malattia, le indicazioni alimentari e le tecniche diagnostiche utili all’operatore.

Il corso è formato da 15 weekend e dopo i primi 7 verrà sostenuto un esame teorico pratico che permetterà l’accesso agli altri 8 con il rilascio del Patentino di Operatore Ayurvedico.

Programma:

Primo Livello: Sabato e Domenica 09:30-18:00

I° Weekend: Introduzione, storia, filosofia dell’ayurveda,definizione, ruolo, scopo origine, storia dell’Ayurveda. Concetto di manifestazione della vita secondo la filosofia Vedica I Panchmahabhootas: i cinque elementi che danno la vita. Cenni su Dosha, Dhatu e Mala.

Introduzione all’ Abhyangam: Il sacro massaggio dei vaidya (medico ayurvedico)

II° Weekend: Teoria del Tridosha, Dhatu (tessuti), Malas (prodotti di scarto). Attributi di Vata,  Pitta, Kapha e loro subdosha.Tecniche e pratiche del Abhyangam:massaggio Ayurvedico.

III° Weekend: Teoria del Subdosha di Vata, Pitta, Kapha. Introduzione Ojas, Tejas e Prana (3 energie sottili). Funzione e tipi di Agni: gli enzimi. Regole, indicazioni, controindicazioni, l’ambiente, le condizioni ottimali per il massaggio Ayurvedico.

Tecniche e pratiche del Abhyangam:massaggio Ayurvedico.

ayurveda 2IV° Weekend: Ama e la sua formazione: origine delle malattie. Tecniche e pratiche di Dosha abhyangam, secondo diversa costituzione fisica Anti Vata, Anti Pitta e Anti Kapha e rispettive tipologie. Introduzione al “Mithya Ahara Vihara” (Rituale di Alimentazione: qualità,quantità,tempo,alimentazione seconda la costituzione, routine quotidiano).Dieta ayurvedica, secondo la conoscenza dei Dosha.13 bisogni naturali 6 Rasa (i gusti)Tecniche e pratiche del massaggio Ayurvedico.

V° Weekend: Teoria del Prakriti e Vikruti. Teoria del Tridosha e del Triguna (qualità mentale): relazione con i disturbi del corpo umano. Tecniche per equilibrare i Tridosha.Tecniche e pratiche del massaggio Ayurvedico secondo i dosha:Vata, Pitta e Kapha.

VI° Weekend: Introduzione agli oli essenziali per Vata,Pitta,Kapha. Srotas: teoria dei canali corporei.Tecniche e pratiche del massaggio Ayurvedico secondo i dosha.

VII°Weekend: Come Scegliere un trattamento ayurvedico secondo i dosha. Ripasso delle Tecniche e pratiche del massaggio Ayurvedico.

Si Conclude con l’esame teorico/pratico

 

Secondo livello:Sabato e Domenica 09:30-18:00

 I° Weekend:  Srotas : teoria dei canali corporei.

Neerabhyangam massaggio di linfodrenaggio manuale indiano ayurvedico.

 II° Weekend: Anatomia Vedica: i Marma o punti vitali.Marmabhyangam, il massaggio a quattro mani in dettaglio.

III° Weekend: Rogha: la malattia in Ayurveda e tutti i tipi di valutazione naturopatica ayurvedica che vengono svolti dai Vaidya.   Massaggio pranico o Keralyano (tipico dell’ India del sud). Trattamento Pinda Sweda per tamponamento a caldo con erbe secche.

IV° Weekend: Introduzione  a nutrizione Ayurvedica, farmacologica e psicologica. Azione dei Rasa (6 gusti).Udgharsana trattamento con polveri a secco eUdvartana trattamento di peeling e pulizia corpo.

V° Weekend: Introduzione  al sistema scheletrico, Importanza secondo l’Ayurveda. Introduzione al Muri (articolazioni) e Muri Abhyangam (Massaggio articolare) con manipolazione delle articolazioni.

VI° Weekend: Manas Prakruti (Valutazione, Relazione, Atteggiamento) percorso di trattamenti Ayurvedici per la mente: Shirodhara, Dhara Karma e varianti (trattamenti localizzati di flusso d’olio, riequilibranti per la mente).

VII° Weekend: Introduzione alle Erbe Ayurvediche utilizzate per i trattamenti, metodi di preparazione dei rimedi naturali, Oli, decotti e tisane. Vasti localizzati, Shirovasti e Netra Vasti, trattamenti lenitivi di Oleazione a lungo termine.

VIII° Weekend: Ripasso e discussione con il gruppo. Si conclude con  l’esame teorico/pratico e presentazione e discussione della tesi e esame orale.

 

Antonina Ferraioli

Operatore Ayurveda

Nata a Piano di Sorrento il 20.04.1969 – Residente a Piano di Sorrento in Via S. Liborio, 26.
contatti Cell: 329-5653029 – Tel: 081.8083645 – e-mailantoninaferraioli@alice.it

 

Esperienze professionali

2012- 2013    Scuola di Estetica Liliana Paduano – Napoli

Ruolo    Docente

               Attività svolta   Corso Massaggio Ayurvedico Base

 

2012-2013    Associazione Aum Shanti  – Ayurveda e Yoga – Rimini

Ruolo   Docente

Attività svolta   Corso Massaggio  Ayurvedico 1° Livello – Rimini/Roma/Napoli

 

2004 – 2006Ruolo Studio privato di Naturopatia e Fisioterapia – SorrentoAssistente
Attività svolta Affiancamento in visite fisioterapiche e naturopatiche, assistenza alla clientela

 

Formazione professionale

2011   Maharishi Ayurveda

Specializzazione  Corsi di Medicina Ayurvedica per Operatori e Dottori

 

2010 CSEN- Centro Sportivo Educativo Nazionale
Diploma Operatore Ayurveda

 

2010 Maharishi Ayurveda
Specializzazione Autoanalisi del polso Corso teorico/pratico

 

2009 CSRAM (Center for study and Research on Alternative Medicine)                                        New Delhi – India
Diploma Naturopatia Ayurvedica                                  
2009 Bharat Heritage Services-Rishikesh-INDIA
Specializzazione Ayurveda Massage & Therapies Course Corso teorico/pratico

 

2008 Atharva-Veda di Roma
Diploma Massaggiatore AyurvedaCorso di formazione di Operatore di Abhyangham

 

2001 Studio Privato di Naturopatia e Fisioterapia – Sorrento
Specializzazione Massaggio Rilassante Corso teorico/pratico

 

2001 Studio Privato di Naturopatia e Fisioterapia – Sorrento
Diploma Diploma Reiki nel sistema Usui di guarigione naturaleII° livello

 

2000 Studio Privato di Naturopatia e Fisioterapia – Sorrento
Diploma Diploma Reiki nel sistema Usui di guarigione naturaleI° livello

 

Istruzione

1982/1987 ITC San Paolo di Sorrento
Diploma Ragioniera e Perito Commerciale

 

 

 

 

 

 


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